Il tombolo della Giannella, che separa a Nord-Ovest la laguna di Orbetello dal
mare, si è formato molto più di recente rispetto a quello della Feniglia.
La sua formazione è avvenuta grazie al trasporto longitudinale (convergente verso
l'Argentario) degli apporti sabbiosi del fiume Albegna.
Nel corso dei millenni sono avvenute variazioni climatiche, profonde mutazioni
dell'estensione e della morfologia che hanno portato allo spostamento del tombolo
fino alla posizione attuale.
La fauna presente è caratterizzata da rapaci, gufi, istrici (la specie presente in
Italia è Hystrix cristata o porcospino), volpi ed anche sconcigli (Murex brandaris)
e gabbiani verso il mare.
La vegetazione è cespugliosa, quindi tipica della macchia mediterranea, ed è
costituita da lentisco, mirto, fillirea, cisto e zagara (Arum italicum) che
rappresenta il cibo preferito dell'istrice.
Per raggiungere il tombolo della Giannella, provenendo dal paese di Albinia,
occorre prendere la strada provinciale della Giannella direzione Porto S. Stefano.
È possibile attraversarlo per tutti i suoi 8 km circa passando per i passaggi che
dalla strada portano al mare.
Il tombolo offre anche la presenza storica del "Casale della Giannella", posizionato
nella parte settentrionale che separa il Mar Tirreno dalla laguna.
Dal 1973 il WWF si è curato della conservazione e del mantenimento del Casale,
costruito tra il 1821 e il 1822, utilizzandolo a fini naturalistici, didattici e
quindi anche per attività legate allo studio dell'ambiente.
Qui si trova il Centro di Educazione Ambientale "Aurelio Peccei", fondato nel 1989
per promuovere molte iniziative educative con la finalità di stimolare nei visitatori
e soprattutto nei ragazzi e nei giovani il rispetto e la tutela della natura.
Sono stati creati campi di lavoro, campi di avventura estivi per ragazzi, settimane
verdi e viaggi di istruzione per le scuole, stages e corsi di aggiornamento per
docenti. All'interno del Casale c'è una sala riunione con cento posti, una
biblioteca e altre sale destinate a varie attività didattiche.
Vicino sono presenti anche due casolari più piccoli e un terzo edificio che
funzionano da foresteria offrendo circa 50-55 posti letto complessivi alle
scolaresche che vogliono fermarsi a dormire per un periodo che va da un minimo di
due a un massimo di dieci giorni.
Ad ogni scuola viene fornito un pacchetto didattico, concordato con il WWF, in cui
è compresa anche la guida che accompagnerà alunni e insegnanti nelle escursioni
giornaliere da effettuarsi nelle vicinanze del Casale (Laguna di Orbetello, Lago di
Burano, città di Cosa), oppure in altre località come ad esempio l'Isola del Giglio.
Il Casale e le costruzioni vicine sono stati ristrutturati con nuove metodologie
tecniche che mirano al risparmio energetico.
L'ultima creazione del Centro di Educazione Ambientale è il Giardino delle Farfalle,
a pochi metri dal Casale, con un percorso corredato da cartelli e tabelloni in cui
sono descritte alcune specie di farfalle (Lepidotteri) e il loro ciclo biologico.
Tra le tante piante presenti c'è anche l'ortica che attira molte farfalle. Questi
insetti vivono in un'oasi dove possono nutrirsi e riprodursi senza temere diserbanti
ed insetticidi che hanno causato in molte zone la scomparsa dei fiori spontanei di
cui esse vivono e quindi, il loro sterminio.
Nelle giornate tiepide di febbraio e marzo si possono vedere volare le cedronelle,
farfalle dalle ali di colore giallo limone, mentre il bruco verde e cilindrico vive
su varie specie di alterno o legno puzzo (Rhamnus alaternus), pianta tipica della
macchia mediterranea.
Dall'inizio della primavera ad ottobre si può osservare la cavolaia, molto comune,
dalle ali bianche con poche macchie nere, che vive a danno dei cavoli e di tutte le
altre Crocifere (cavolfiore, ravanello, rapa, broccolo).
È possibile notare anche le vanesse, di taglia piccola o medio-grande, e il macaone,
una farfalla dalle grandi ali a coda di rondine di colore giallo e nero, che vive
dove ci sono piante di carote e finocchi selvatici, di cui si nutre il grosso e
variopinto bruco.
Più difficile è incontrare la Polissena (Zerynthia poliyxena), farfalla diffusa in
tutta Italia tranne che in Sardegna, il cui bruco vive su varie specie
dell'Aristolochia, una pianta presente soprattutto al Ceriolo, presso Albinia.
Il Giardino delle Farfalle può essere considerato anche un orto botanico per la
grande varietà di piante che vi crescono.